domenica 5 luglio 2009

PER NON DIMENTICARE






Come preannunciato, in data odierna ci siamo recati a Schio per la deposizione di un mazzo di fiori in memoria delle vittime del famigerato eccidio partigiano del 7 luglio 1945.
All'incontro, che gli organizzatori non hanno voluto pubblicizzare se non tramite un breve comunicato stampa ed un passa parola via internet e cellulare, proprio perchè fosse un momento di intima riflessione personale e non venisse strumentalizzato politicamente, hanno partecipato alcune decine di persone.

Nonostante la scelta del "tono minore" proprio per evitare polemiche inutili, la breve cerimonia è stata disturbata da alcuni buontemponi, si presume rappresentanti dei centri sociali limitrofi (evidentemente non ancora sazi dopo i disordini provocati il giorno prima a Vicenza).
I personaggi in questione, denotando mancanza di rispetto e persino di pietà umana per i Caduti, si sono dapprima insediati a presidio davanti alle ex-carceri (luogo dell'Eccidio), ritardando così la cerimonia e costringendo le Forze dell'Ordine ad intervenire in numero maggiore rispetto al previsto per evitare troppe tensioni; poi i più temerari di loro hanno improvvisato una "sfilata" di fronte al bar ed alla piazza dalla quale la stessa cerimonia doveva avere inizio, cercando chiaramente la provocazione, ma raccogliendo soltanto la più totale indifferenza.
Organizzatori e partecipanti alla commemorazione hanno, al contrario, mostrato una volta di più grande maturità e senso civico nell'accettare i tempi e le forme chiesti dalle Forze dell'Ordine, e seppur delusi per una certa disparità di trattamento che ancora persiste in tema di libertà di manifestazione di pensiero (non soltanto a Schio ma in tutta Italia), attorno alle 12.15 hanno potuto raggiungere l'edificio dove hanno trovato la morte i 54 ex-prigionieri a guerra ormai terminata.
Alla deposizione dei fiori è seguito un breve momento di raccoglimento personale, con la certezza che la nostra volontà di mantenere anche quest'anno vivo il Ricordo di quei fatti tremendi sia stata tutt'altro che vana.

sabato 4 luglio 2009

7 luglio 1945: l'Eccidio di Schio

La notte tra il 6 ed il 7 luglio 1945 una ventina di partigiani legati al Partito Comunista e alle ex-Brigate Garibaldi, irruppero nel carcere mandamentale di Schio, disarmando le guardie.

Qui erano incarcerate 99 persone, in attesa di accertamenti, dopo che la guerra era finita da oltre due mesi. I partigiani fecero fuoco sui prigionieri, causando la morte di 54 persone (tra cui 14 donne), ed il ferimento di 17.
I carnefici furono processati, ma non pagarono mai completamente la loro pena grazie all’intervento del Partito Comunista, che oltretutto aiutò alcuni di loro a rifugiarsi nei paesi dell’Est.
Documenti del Commando Alleato ritrovati negli archivi di Washington

Il Generale Dunlop, Governatore Militare Alleato del Veneto, il giorno seguente affermò:
“...È mio dovere dirvi che mai prima d’ora il nome dell’Italia è caduto così in basso....non è libertà, non è civiltà che delle donne vengano allineate contro un muro e colpite al ventre con raffiche di armi automatiche....Confido che il rimorso di questo turpe delitto li tormenterà in eterno e che in giorni migliori la città di Schio ricorderà con vergogna ed orrore questa spaventosa notte...


Il Circolo 28 Ottobre si recherà a Schio domani 5 luglio per partecipare alla deposizione di una corona di alloro nel luogo della strage partigiana.

Grande successo dei Sumbu Brothers all'OkTorbeFest!


Membri del circolo 28 Ottobre, assieme a simpatizzanti, hanno preso parte ieri al concerto dei Sumbu Brothers, a Torbe di Negrar, dove si sta svolgendo l'OkTorbeFest.

Il celebre gruppo veronese si è esibito col suo miglior repertorio tra i colli della Valpolicella. La frazione di Negrar è stata letteralmente presa d'assalto da amanti della buona birra e del genere musicale. Forte pure la presenza dei sostenitori dell'Hellas.

martedì 30 giugno 2009

Sumbu Brothers @ OkTorbefest 3 luglio

Perchè non si vive di solo vino . . . ma anche di birra!

Ritorna l'okTORBEfest, la festa della birra di Torbe di Negrar.
Dal 3 al 6 luglio nel parco della Scuola Materna verranno spillate le migliori birre: HB, GUINNESS, KILKENNY, ZOTLER PRIVAT, ALPISBACHER e da quest'anno anche la ERDINGER WEISS, la bianca HOEGAARDEN e la Ale doppio malto GOLDENFIRE.
Non mancheranno i mitici STINCHI AL FORNO, che accompagneranno CANEDERLI, SPATZLE, WURSTEL E CRAUTI, ecc.
E da quest'anno si aggiunge L'IRISH BREAKFAST.
Venerdì sera si esibiranno i Veronesissimi SUMBU BROTHERS.
Sabato sera tornano i POGUINERS per 2 ore di trascinante musica folk irlandese e, novità, la domenica BIER GARTENdalle ore 16.00 con musica folk tirolese che proseguirà fino a notte fonda.
Altrà novità quest'anno la festa prosegue anche il lunedì sera con i 3 AMIGOS di Radio Pico.

domenica 28 giugno 2009

...a proposito della libertà d'informazione in Iran!

I nostri mezzi d'informazione, in sintonia con quelli del resto dei paesi filoamericani, in questo periodo sparano quotidianamente contro l'esito delle recenti elezioni iraniane, parlandoci di repressione nei confronti dei sostenitori del candidato "riformista" Mousavi.

Qualche giorno fa, in sordi, è trapelata nel Corriere della Sera la seguente notizia: "In giornata era attesa una manifestazione di studenti islamici pro-Ahmadinejad avanti all’ambasciata britannica a Teheran, poi annullata in quanto il ministero dell'Interno ha negato l'autorizzazione".
Come si vede la repressione avviene non nei confronti di un preciso colore politico, come e i nostri cari telegiornali vorrebbero farci credere, ma di chiunque tenti di turbare l'ordine pubblico.
Avviene ( o dovrebbe avvenire ) in ogni Stato degno di chiamarsi tale!

Si insiste molto anche sulla presunta inesistente libertà d'informazione.
L'altro giorno il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, ha invitato
«le autorità a rispettare i diritti civici e politici fondamentali, in particolare le libertà d'espressione, di riunione e d'informazione». Immediatamente il portavoce del Ministero degli Esteri di Teheran ha risposto «Ban Ki-moon, sotto l'influenza di alcuni poteri, sta ignorando la realtà delle elezioni in Iran e le sue critiche sono chiaramente in contraddizione con le sue mansioni. Costituiscono una chiara ingerenza nelle questioni interne dell'Iran».

Ci dipingono un'Iran represso nella cultura e nella libertà d'informazione.
Un piccolo esempio da come la realtà sia invece completamente diversa deriva dalla cartina geografica del download-day
promosso in occasione del rilascio di Firefox 3, attraverso il quale il celebre browser libero, alternativo a Internet Explorer, è divenuto il programma più scaricato in un solo giorno della storia. Da questi dati si scopre che l'Iran è il paese arabo con il maggior numero di scaricamenti (superiore quindi anche alla "europea" Turchia!) e che a livello mondiale si pone tra i primi (davanti, ad esempio, all'India, che dispone di una popolazione 17 volte superiore a quella dell'Iran).

Non vedo come ciò possa essere accaduto se nella Repubblica Iraniana nessuno dispone di un PC e della libertà d'informazione rappresentata da internet...

Celtica 2009

Dal 9 al 12 Luglio avrà luogo in Valle d'Aosta la Festa Internazionale di Musica, Arte e Cultura Celtica, il più grande evento annuale dedicato a questo mondo.
La manifestazione avrà luogo soprattutto nel Bosco del Peuterey, in Val Veny, alle pendici del Monte Bianco.
Immersi nella natura, tra suoni di zampogna e di arpa e ricostruzioni medioevali, si potranno riscoprire le radici di un'Europa che al giorno d'oggi tende sempre più spesso a dimenticare il suo ruolo e la sua storia.
La valle è raggiungibile in auto fino ad una certa ora, poi si potranno utilizzare i comodi ed efficienti bus-navetta che effettueranno il servizio tra Courmayeur e il Bosco del Peuterey. Oltre agli hotel dei paesi vicini, chi volesse può dormire in tenda o in camper nel campeggio sito nella Val Veny.
Comunque sia bisogna premunirsi adeguatamente contro i considerevoli sbalzi termici diurni (di notte la temperatura scende verso lo zero...).

Dal sito ufficiale è possibile reperire, oltre al programma di Celtica 2009, tutte le informazioni per accedere a questo evento che ogni appassionato della cultura celtica dovrebbe vivere almeno una volta nella vita.

sabato 27 giugno 2009

MA AHMADINEJAD HA RAGIONE: L'IRAN DELLA POVERA GENTE E' CON LUI





di Massimo Fini

Il ministro Bondi, replicando a certe farneticazioni di D’Alema, ha affermato: “Chi ha vinto le elezioni ha il diritto di governare”. Ineccepibile. Ma questo principio non vale a Teheran, dove il presidente uscente Ahmadinejad ha vinto le elezioni con il 62,64% contro il 34,7% del suo principale avversario, il “moderato” Mousavi.
I sostenitori di quest’ultimo, affermando che la vittoria di Ahmadinejad è frutto di brogli, non hanno accettato il verdetto delle urne e sono scesi in piazza incendiando automobili, cassonetti, spaccando vetrine, creando posti di blocco.
E tutta la stampa occidentale si è schierata al suo fianco.
Ora, spostamenti attraverso brogli, del 30% dei voti non sarebbero possibili nemmeno in una dittatura bulgara.
Se così non fosse Mousavi non avrebbe potuto svolgere del tutto liberamente la propria campagna elettorale, con cortei, manifestazioni di piazza e tutto quanto occorre per cercare il consenso.
Ha detto Ahmadinejad: “Per gli occidentali le elezioni sono valide quando vincono i loro amici, sono nulle se le vincono i loro avversari”. Purtroppo ha ragione.
C’è il precedente del 1991 in Algeria quando le prime elezioni libere dopo trent’anni di una dittatura sanguinaria furono vinte dal Fis (Fronte islamico di salvezza) con il 78% dei voti e subito annullate, con il plauso e le pressioni dell’Occidente, dando così origine alla sanguinosa guerra civile algerina.
Noi abbiamo una percezione completamente distorta dell’Iran, lo consideriamo un residuo del Medioevo.
Nella Repubblica teocratica si può abortire fino al 45° giorno, esiste il divorzio, l’operazione per cambiare sesso è pagata dalla mutua, la prostituzione è legale, il numero dei laureati è superiore al nostro, le donne votano e, benché portino il velo (il gran chiodo fisso dell’Occidente), possono accedere a tutti i mestieri.
Quando negli anni ’80, seguendo la guerra che Saddam aveva sostenuto contro l’Iran, sono stato a lungo a Teheran, notai che anche la piccola borghesia iraniana non solo conosceva i nostri grandi, Dante, Petrarca, Boccaccio, ma leggeva Moravia e Calvino, gli autori del momento. Noi della cultura persiana conosciamo, quando va bene, Omar Kayam.
Caliamo quindi le arie.

Se Ahmadinejad ha vinto è perché rappresenta gli interessi e i valori dei due terzi della popolazione iraniana, quella più povera, disagiata anche se non necessariamente la più incolta, mentre Mousavi rappresenta i ricchi che strizzano l’occhio all’Occidente.
E a noi piacerebbe tanto che si tornasse all’Iran dello Scià (propagandato dai nostri Oggi e Gente che ci facevano vedere Soraya o Farah Diba che passavano da una vacanza all’altra), dove una sottilissima striscia di borghesia, il 2%, faceva vita da nababbi e il resto della popolazione pativa la fame.

sabato 20 giugno 2009

ESPORTANO DEMOCRAZIA.....


KABUL,STRAGI DI CIVILI: USA RICONOSCONO ERRORE
20/06/2009 07:05

Gli Usa hanno riconosciuto ufficialmente che nel raid aereo portato a termine il 4 maggio scorso nella provincia di Farah, nell'Afghanistan nord-occidentale, furono eseguiti tre bombardamenti "senza seguire le regole" e vennero uccisi dei civili.

Nel rapporto ufficiale rilasciato dal Pentagono non si esclude "la possibilità che civili siano stati uccisi".

Nel documento si riconosce l'uccisione in tre successivi bombardamenti di 104 persone: 26 civili e 78 talebani (ndr: come distinguono i "talebani" dai "civili"??? leggendo la proporzione numerica, vien da pensare che ogni persona adulta di sesso maschile sia considerato dagli eroici marines un "talebano" da eliminare...).

E non si esclude che il numero dei morti "possa essere stato più alto".




sabato 13 giugno 2009

Un plebiscito per Mahmud Ahmadinejad!

Il popolo iraniano, con un vero e proprio plebiscito, riacclama presidente Mahmud Ahmadinejad. Con un'affluenza da record ha infatti destinato due terzi dei voti al presidente uscente, promuovendo così l'operato dell'ultimo governo.
Ha vinto l'amore per la tradizione, ha perso l'orientamento filoamericano e filoisraeliano rappresentato dall'avversario Mousavi.
I mezzi d'informazione occidentali continueranno a tediarci con la storia che non riconoscere l'olocausto rappresenta esso stesso un crimine contro l'umanita, (tacendo ipocritamente su tanti altri crimini, come ad esempio quello perpetrato dai cinesi contro i monaci tibetani...), ma l'Iran continuerà a rimanere fuori dalla schiavitù capitalista del potere a stelle e strisce.

mercoledì 10 giugno 2009

COMMENTO POST-ELETTORALE E PROSPETTIVE FUTURE

QUEL DUALISMO CHE NON CI RIGUARDA

Introduzione: in queste nostre considerazioni post-elezioni europee ed amministrative (si votava a Verona per le provinciali), elezioni alle quali abbiamo preferito assistere da spettatori senza metterci in gioco (in attesa di "nuova collocazione" dopo il sostanziale abbandono dalla scena politica di Azione Sociale), non tratteremo neppure per un attimo dell'eterno confronto tra i due grandi calderoni della politica Italiana.

Pdl e Pd hanno goduto e godono tuttora di ampio spazio mediatico ad ogni livello per farsi conoscere dalla popolazione ed accapigliarsi il più possibile tra loro per futili motivi; questi due "pentoloni", colmi al loro interno di persone e correnti di ogni tipo, ma pressochè privi di ideali condivisi e condivisibili, rappresentano quanto di più distante ci sia dalla nostra mentalità, dal nostro modo di fare politica e militanza, dalla nostra visione del mondo.
Bene, ne abbiamo già parlato fin troppo, passiamo alle cose serie!


IL SUCCESSO DELLA LEGA NORD

Ben altro interesse suscita nel nostro Circolo l'ennesimo sorprendente risultato della Lega Nord, ed il primo pensiero va al grande successo Europeo del 29enne veronese Lorenzo Fontana, che abbiamo avuto la fortuna di conoscere di persona e con il quale ci congratuliamo vivamente.

Siamo certi che Fontana, che è anche Responsabile Provinciale del movimento giovanile del Carroccio, saprà ricambiare le 30.000 e passa preferenze ricevute, portando in Parlamento Europeo un perfetto mix di Cristianità, difesa appassionata delle tradizioni locali, valorizzazione dell'economia veneta (agricoltura e piccole-medie imprese in primis) di cui il nostro territorio ha profondamente bisogno, in questo momento di forte crisi etica ed economica.

La Lega Nord va fortissima anche alle Provinciali, e nella nostra zona, con una campagna elettorale basata su punti programmatici simili a quelli che avrebbero potuto essere i nostri (differenziandosi soltanto per la quasi totale assenza di temi "sociali", da sempre il punto debole di questo movimento), fa piazza pulita di alleati Pidiellini ed avversari Democratici toccando in moltissimi paesi punte del 40% di consensi.
Lo fa portando nelle varie liste tanta gente "comune", le cosiddette persone della società civile che si avvicinano alla politica in maniera semplice e genuina, fanno nascere circoli spontanei come funghi (per la verità attivi soltanto in periodo pre-elettorale...ma evidentemente tanto basta), e spazzano via i politicanti di professione che invece abbondano nelle liste avversarie.

Non siamo e non saremo mai Camicie Verdi, ma di certo va considerata la loro forza e gli aspetti positivi di questo partito, e siamo convinti che in futuro non mancheranno momenti di dialogo e conoscenza, nonchè battaglie comuni da affrontare insieme e fors'anche alleanze elettorali.

UN'IDEA NUOVA PER IL NOSTRO FUTURO: FIAMMA TRICOLORE

L'idea nuova non arriva certamente dai risultati elettorali della Fiamma, poco esaltanti anche se migliori di quelli degli altri partiti della cosiddetta "area antagonista" che ha tentato ancora una volta di differenziarsi dal solito bipolarismo per costruire una Terza Via.

L'idea viene dalla costatazione che per rafforzare il nostro pensiero a livello di unità di intenti, per portarci finalmente a far conoscere e vincere insieme alla gente le nostre istanze e le nostre battaglie, occorra necessariamente una ventata di novità, una volontà di cambiamento e di scrollarsi di dosso il torpore politico che stiamo vivendo in questi anni......un giovane che abbia voglia di mettersi in gioco, sovvertire l'ordine precostituito ed offrirci una rappresentanza degna e condivisa.

L'unico partito che ci sta dando segnali di cambiamento in tal senso è Fiamma Tricolore, l'unico "volto nuovo" che abbia possibilità e volontà di emergere è in questo momento è Piero Puschiavo, che di Fiamma è già responsabile Veneto e che recentemente si è candidato alla Segreteria Nazionale; candidatura che dovrebbe discutersi entro fine anno in un Congresso che sarà determinante per il futuro politico del movimento, principale erede del MSI.

La militanza e la storia politica di Puschiavo è indiscutibile e degna di nota, altrettanto lo è la sua capacità di fare politica sul territorio e di trovare riscontri positivi nel dialogo con le altre forze politiche, condizione questa determinante per evitare la ghettizzazione che troppo spesso ha accompagnato la nostra Area politica in questi anni.

Circolo 28 Ottobre - Gioventù in Azione

lunedì 25 maggio 2009

Arrivederci Pola...

Come preannunciato noi militanti del Circolo 28 Ottobre, accompagnati da altri Camerati, ci siamo recati ieri in Istria, nella meravigliosa cittadina di Pola.

Partiti alle 6:15, abbiamo fatto tappa prima a Padova e poi a Trieste, dove si sono aggregati gli altri. Decisi fino all'ultimo a non versare l'iniquo pedaggio di 35 euro che le autorità Slovene ci impongono per transitare nella terra che è stata nostra per millenni, giunti al confine italo-sloveno abbiam abbandonato la strada principale (soggetta appunto al pedaggio) per prenderne una "parallela", fino a Capodistria.
La lunga coda che ci attendeva al confine con la Croazia, ha inserito un ritardo nella tabella di marcia. Alla fine siamo arrivati nel capoluogo istriano verso mezzoggiorno. Il clima era caldo ma arieggiato, e la visita della città è andata avanti fino alle 17:00. Numerosi i luoghi d'interesse artistico, come l'Arena eretta sotto l'imperatore Vespasiano, il Tempio di Augusto, la Porta Aurea e quella di Ercole, il teatro romano, il Castello, il Duomo ed il palazzo delle poste, costruito durante il fascismo. Ampia pure l'impronta architettonica lasciata dai veneziani e dagli austriaci, mentre il "patrimonio artistico" introdotto dai croati consiste nel generale degrado a cui sono lasciati questi luoghi, con calcinacci che cadono, baracche con coperture in eternit, e cavi volanti del telefono nel centro della città.
Verso le quattro uno dei presenti ha fornito un ricco ed esaustivo resconto storico di Pola.
Magra consolazione viene dalla buona applicazione del bilinguismo, nonostante la popolazione italiana sia calata dal 90% al 4% in seguito alla pulizia etnica e alle discriminazioni subite dalla fine della guerra.
E' stato comunque piacevole incontrare una coppia di signore settantenni che ci han parlato nella loro lingua istriano, praticamente uguale alla nostra veneta.
Il ritorno è stato anche più traumatico dell'andata, con un'interminabile colonna da alcuni chilometri dal confine tra Croazia e Slovenia, fino a Capodistria.
Il viaggio si è perciò concluso verso la mezzanotte.

Terra rossa,
terra istriana,
terra nostra,
terra italiana!

sabato 16 maggio 2009

"VACANZE ALTERNATIVE": IL VIAGGIO RICOMINCIA!

Ideate ed organizzate quasi per gioco l'estate scorsa dal Presidente del Circolo 28 Ottobre, le nostre "vacanze alternative" ottennero da subito un successo superiore alle aspettative, sapendo attirare la curiosità di chi, d'estate, cerca qualcosa di diverso dal solito "viaggio da turista di massa", e ritagliandosi anche qualche spazio in un paio di articoli dei nostri principali quotidiani locali.
Inevitabile quindi, ora che si apre la bella stagione, proporre la seconda edizione di questa interessante iniziativa.

"Gli 'ingredienti", spiega Giacomino Timillero, "saranno sempre gli stessi: non giornate passate trasgressivamente in luoghi di tendenza, nella pigrizia e nell'uso di droga, alimentando il più becero consumismo (tipiche di troppa gioventù odierna), bensì esperienze vissute salutariamente nella riscoperta della natura, delle nostre tradizioni e della nostra storia.
Organizzeremo il tutto, di volta in volta, in collaborazione con altre realtà della nostra Area politica ma non solo: l'obiettivo non è infatti quello di fare militanza politica, bensì di divertirci in modo sano e scoprire tutti insieme luoghi, monumenti, atmosfere e tradizioni locali troppo spesso ignorate e sottovalutate da chi si concede qualche giorno di ferie".

Si comincia domenica 24 maggio con il viaggio e la visita alla splendida città di Pola (città peraltro gemellata con la nostra Verona).

La data scelta è tutt'altro che casuale, e non può che richiamare il famoso 24 maggio 1915, giornata dell'intervento Italiano nella Prima Guerra Mondiale contro il potentissimo impero Austro-Ungarico.

Chiunque voglia aggregarsi alla nostra "squadra" in quel di Pola, sarà spiritualmente unito a quei "primi fanti" del 24 maggio.

Avremo la fortuna di poterci avvalere di una guida (peraltro gratuita...essendo anche lui Camerata!) veramente d'eccezione in quanto a conoscenza del luogo, delle fasi storiche che ha vissuto la città e degli aneddoti che la contraddistinguono.

La partenza è prevista da Soave per le ore 6.30, l'arrivo in terra Istriana attorno alle 11.00, pranzo al sacco, ritorno in serata.

Per unirsi al gruppo, o semplicemente per informazioni, scrivete alla nostra mail asverona@hotmail.it

mercoledì 6 maggio 2009

Domenica 10 maggio: commemorazione dell'eccidio di Codevigo

Domenica 10 maggio alle ore 10:00 sarà celebrata presso il cimitero di Codevigo (Pd) l'annuale cerimonia commemorativa in ricordo delle oltre 300 vittime dell'Eccidio perpetrato tra il 30 aprile ed il 15 maggio del 1945 dai partigiani comunisti della 28ma brigata Garibaldi "Mario Gordini" (guidata da Arrigo Boldrini) e da altri elementi appartenenti alle formazioni partigiane locali ed alla Divisione Cremona dell'esercito del Regno del Sud.
I carnefici di Boldrini, giunti in prossimità di Codevigo verso la fine del '45, provvederono a rastrellare nelle zone limitrofe centinaia di fascisti o presunti tali che successivamente seviziarono e massacrarono a gruppi lungo le rive del Brenta e del Bacchiglione. La stragrande maggioranza degli uccisi erano operai e braccianti agricoli ravennati, colpevoli unicamente di aver aderito alla Repubblica Sociale Italiana. Molti dei loro corpi vennero trascinati via dalla corrente dei due fiumi; gli altrifurono sepolti sbrigativamente o issati su dei carretti per essere scaricati nei pressi dei vari cimiteri della zona. Nella sola Codevigo verranno rinvenute 104 salme (77 in un’unica fossa comune).
Le seguenti due testimonianze possono solo parzialmente dare l'idea delle atroci sevizie a cui furono sottoposte molte delle vittime:

"Mario Bubola, figlio del podestà fascista di Codevigo, fu prelevato a casa da Favorido Zagolin e dai fratelli Marinello ... e portato nella casa di Santina Capuzzo detta la Campanara. ... tentarono di segargli il collo con del filo spinato finché la vittima svenne. Allora provvedettero a farlo rinvenire ... a tagliargli la lingua, che gli venne infilata nel taschino della giacca ... "

"Corinna Doardo, maestra elementare. I partigiani la prelevarono, la sottoposero a sevizie tali che il medico accertò che solo un orecchio era rimasto intatto, la fucilarono e abbandonarono il cadavere nudo nel cimitero"

Come spesso accadde per le stragi compiute dai partigiani, nessuno pagò per questo eccidio.
Boldrini è stato prima Segretario Nazionale dell'ANPI, poi presidente onorario. Più volte deputato e senatore della Repubblica nelle file del PCI, aderì successivamente al PDS. Per l'attività parlamentare godette di una pensione di quasi 10 mila euro mensili.

lunedì 4 maggio 2009

Ricordando Superga

Il 4 maggio 1949, esattamente sessant'anni fa, un aereo si schiantò sopra la collina di Superga, alle spalle di Torino. Nell'incidente persero la vita l'intera formazione del Grande Torino, la più forte squadra di calcio di tutti i tempi, vincitrice dei precedenti 5 scudetti.

L'aereo stava ritornando da Lisbona per un'amichevole contro il Benfica. In questa tragedia la nazionale italiana perse all'istante 10 giocatori titolari su undici.
L'incidente sconvolse l'intero mondo sportivo.




Nella foto, Romeo Menti, celebre ala destra del Grande Torino.
Fu lui a segnare l'ultimo gol (proprio contro il Benfica) prima del tragico incidente.
La città di Vicenza, da cui Menti era originario, volle intitolare lo stadio (già Stadio del Littorio) alla sua memoria.

lunedì 27 aprile 2009

NON RESISTONO PIU'



La retorica della liberazione, i partigiani, e tutti i “valori” hanno abbondamente rotto le scatole di un'Italia che volta pagina.
Quest’orgia di valori è nauseante.

I valori della resistenza, i valori della Costituzione, i valori della famiglia, i valori del cristianesimo... I valori i valori i valori. Più ne parlano e più li strapazzano e meno si ha la percezione di cosa siano.

Nel linguaggio politico sono diventati luoghi comuni, tic lessicali, banalità, moneta bucata. Quando uno, nell’affanno di dover esprimere un concetto o concludere una frase, incespica e sta per annegare nel proprio eloquio stenterello si aggrappa al primo valore che gli viene in mente.

Un ragazzo uccide la fidanzata o la mamma o il fratello o un amico o un passante? Chi è chiamato in tivù a commentare la tragedia, dopo aver dato fondo al bagaglio delle banalità, aggrotta la fronte e con aria da pensatore stitico afferma: il problema è che i giovani di oggi non credono più nei valori, nel valore della vita. Applausi del pubblico. Ogni uomo di partito si appella ai valori: i valori della destra, i valori della sinistra, i valori della democrazia, i valori della Patria.

E i valori immobiliari? Quelli non si esaltano, si accumulano. Di Pietro ha addirittura fondato l'italia dei valori che rende di più della Borsa Valori.

Ieri i telegiornali erano inzuppati di valori della liberazione. Da sessantaquattro anni il 25 aprile, a pranzo e a cena, ci servono pane e valori della lotta partigiana, sempre lo stesso pane rancido. La liberazione è come il Festival di Sanremo e l'elezione di miss Italia: ci tocca.
Consola l'assenza di Pippo Baudo davanti al cippo dei caduti, ma non compensa il enso di stanchezza provocato dalla logorrea degli oratori resistenziali, da Napolitano all'ultimo presidente rionale dll'Anpi. Ai quali quest'anno – che Dio lo abbia in gloria – si è affiancato Berlusconi non sapendo rinunciare a unirsi al coro delle ovvietà patriottiche. Tu quoque, Silvio.
Che depressione ascoltare il nostro Cavaliere errante in Abruzzo mentre elenca il menu “valoriale” di giornate.

Scusate lo sfogo, cari lettori, ma non ci importa nulla della liberazione, è storia antica, raccontata male, distorta a scopo propagandistico, deformata da vicende famigliari, e dal desiderio di rimuovere una colpa collettiva: l'adesione in massa al fascismo fino al 24 aprile, dopo di che tutti in piazzale Loreto a sputacchiare sul “Puzzone” e sulla ragazza giustiziata con lui in puro stile talebano; così per divertimento. Che è pur sempre un valore aggiunto.

A noi preme piuttosto la Libertà (oltre a Libero), quella che riusciamo con fatica a conquistarci giorno dopo giorno col lavoro e il rispetto delle leggi, persino quelle idioet approvate in mezzo secolo da un Parlamento dove prevale ogni interesse tranne quello del popolo considerato ormai una parolaccia. Altro che resistenza ci vuole per sopportare le insegnati finte malate da tre anni e la spesa sanitaria nelle regioni del Sud, miliardi (di deficit) sprecati in ospedali costruiti col lego, citando solo due cosette registrate ieri dalla cronaca.

In nome della libertà mi prendo la licenza di irridere alla liberazione e alle sue ipocrisie.
E spengo il televisore sulla faccia di un Franceschini che si intorcina fra valori.

Vittorio Feltri
direttore Libero Quotidiano